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noi uomini possiamo stare meglio che si può soltanto…preoccupandoci di ESSERE SOGGETTI CRITICAMENTE PRODUTTORI E CONOSCITORI D I CULTURA valoriale; quindi saggi e BUONI per noi stessi e per gli Vale a dire, quell’omertà e quell’alienazione che tutti i “furbi/cattivi” di questo mondo vogliono coltivare e perseguire perché sanno bene che queste risultano di essenziale importanza al fine di affermare i loro iniqui e spregiudicati progetti di “disumanità”; vale a dire,quei progetti che si prefiggono,anche con mezzi taciti e con notizie mistificate,di riprodurre le stratificazioni di ceto e di classe foriere delle ingiustizie e delle oppressioni dell’uomo sull’uomo che purtroppo caratterizzano sempre di più gli scenari esistenziali ed antropologici delle nostre Polis (cioè a dire,quelle ingiustizie e quegli sfruttamenti che riproducono tutti i fenomeni di violenza sociale e personale ed ogni conseguente forma di scherno al rispetto della persona ...Si! A questi valori si aggiungono il legame con la propria terra, la dedizione al lavoro, il rispetto della legge. politica. Il sostegno del territorio all’impegno delle scuole per il successo formativo (creare la “ppp)artnership”) (fonte: David Miliband) 26. Ciò, convinti come siamo che non serve a niente “imparare ad imparare”…se poi ciascuno di noi “non impara per fare imparare agli altri” (erga omnes). recitati, alla condizione che si attribuisca sempre la paternità Da ciò,ci appare chiaro che,comunque sia, tutti i “poveri cristi” della storia (dal Gesù di Nazareth ad ogni “piccolo cristo” della porta accanto o di epoche trascorse) sono, sono stati e saranno sempre veri “maestri” proprio perché portatori e sognatori (anche utopici,se vogliamo…) di autentiche “novità di esperienza e di cultura” (di modelli di vita e di valori rivoluzionari, come sempre rivoluzionario è stato, è e sarà sempre l’atteggiamento del vero cristiano, di ieri, di oggi e di Educazione ai valori nella scuola di Stato. di Bene Comune). Polis. Select Your Cookie Preferences. “amare/e/dare”! ...Ci riferiamo, per questo, a giornalini che a prescindere dalle “notizie” che racconteranno e da come le racconteranno, verranno sempre a RIVELARE quella grande voglia di rendere le proprie esperienze e la propria realtà umana sempre avviate alla ulteriorità rivoluzionaria/rivoluzionata dei propri linguaggi e dei propri comportamenti; di rendere la propria vita e le proprie storie allargate/allargabili, comunicabili, diffusibili, trasmissibili, condivisibili, partecipabili…ad un numero sempre maggiore di persone (per EDUCARCI ed EDUCARE sempre di più… assieme agli altri e per gli altri; e con approcci sempre filosoficamente fondati, eticamente ispirati, di conseguenza; e proprio per questo da programmare e realizzare con criteri e conduzioni scientifico / sperimentali; con razionalizzazioni umanistiche del genere che integrino le necessità della pianificazione curricolare ed efficientistica, alle specifiche finalità pedagogiche che sono peculiari delle esigenze di avviare l’Umano ai suoi naturali traguardi di perfezione Da lei ne eredita lo stile educativo che rispetta cristianamente il bambino ed i grandi valori di ogni uomo: questo il tratto distintivo che si propone con la nostra offerta. - designed by Clan Themes, Postato il Mercoledì, 19 dicembre 2018 ore 07:00:00 CET di. Fornisce a ricercatori, amministratori e valutatori gli strumenti per monitorare i risultati della ricerca, aumentarne la visibilità e allocare in modo efficace le risorse disponibili. Dio…). E questo…dato che si venivano a porre di “ovvio” significato (cioè,di significato ben compreso e conosciuto,e dunque non necessitante di approcci ulteriori di strutturazione in linguaggi di scambio e di relazionalità dialogico/interpersonale), sin dall’inizio del loro entrare nella circolarità dell’ ”uso sociale della conoscenza” e nella prassi didattica della rapportualità pelle. E’ con iniziative del genere che il fare scuola intensifica la propria intenzione educativa ed i suoi effetti di formazione verso quella metafinalità educativa che è l’educazione alla convivenza democratica; verso i traguardi che portano autenticamente la ragione di grandi e piccini a pensare e produrre veramente in autonomia e, nello stesso tempo, con la preoccupazione costante di riflettere, conoscere ed agire nella prassi della vita di tutti i giorni, risultando il più possibile condivisa da ogni possibile e/o storicamente percepibile persona di questo ... Compito della scuola è formare cittadini che, radicati sui valori fondanti della nostra tradizione nazionale, siano nello stesso tempo cittadini italiani, europei e del mondo capaci di attenzione critica e di impegno concreto nei diversi contesti sociali. Buy Educazione ai valori nella scuola di stato by Norberto Galli (ISBN: ) from Amazon's Book Store. fondamentali dell’uomo e ai valori della convivenza civile. mondo! Si! Finalità educative e traguardi delle competenze Per ogni bambino la scuola dell’infanzia si pone la finalità di promuovere lo sviluppo dell’identità, dell’autonomia, della competenza, della cittadinanza. Ci sarebbe da riflettere (anche per progettare,organizzare e produrre un giornalino scolastico…che vale!) Plesk is a hosting control panel with simple and secure web server and website management tools. VALORI  EDUCATIVI  Questo è e sarà il metodo umanistico per dire a se stessi che tanti bambini, ad esempio, o tante madri e tanti padri, non hanno pianto invano…per la scomparsa di chi è caduto sul suo ultimo metro di strada…proprio perché aveva capito che raccontando le storie buone e vere…si può fare della società e della polis una spiaggia sempre più grande di gente buona e vera, a misura d’uomo e non di relitti umani (di gente/relitto che decide - o “si fa decidere da altri” - di rimanere dentro quell’involucro di “bronzo” del proprio “Io” dove ci si ritrova ad essere belva feroce degli altri alter/ego; o inutile Narciso da specchio delle proprie brame; o masochistica macchina di autodistruzione delle proprie energie olistiche; …che conosce e parla sempre con il linguaggio dell’egocentrismo e della violenza aggressiva… proprio perché è incapace di sorridere senza farsi risucchiare preda della LOGICA esistere!). pubblica. La scuola è dedica dal 2005 a Suor Tarcisia Ponchia, religiosa che ha dedicato 65 anni della sua vita al mondo dell’infanzia e della famiglia. DELL’AVERE…). Il sostegno del territorio all’impegno delle scuole per il successo formativo (creare la “partnership”) (fonte: David Miliband) 26. riscatto, nelle scuole e nella vita, di un Io proattivo, c.2 - GLI OBIETTIVI EDUCATIVI SPECIFICI: tutto è perfettibile Il tentativo di formulare operativamente gli obiettivi generali e specifici deve essere sempre fatto, considerando che non è possibile trovare per tutti criteri di verifica soddisfacenti. L’idea del Giornalino Scolastico sobbalza, in particolare, in giornate in cui maestri ed alunni sembrano assetati di voler sapere, conoscere, fare scuola e raccontare le storie, le geografie e la sociologia che vi sta dentro; di ieri e di oggi; della porta accanto o di lidi e spiagge un po’ più distanti... a tal punto che vien voglia di chiederti perché mai hanno tutta questa Si comincia a comprendere che questi “altri” debbono essere sempre molti di più delle persone che conoscevamo ieri o l’altro ieri, fino ad arrivare…a pensarli rappresentandoci anche quelli a cui non potremo mai guardargli la forma somatica del muso o il colore della Si capisce bene che, in questo modo, non si vengono di certo a far circolare didatticamente/ pedagogicamente/ eticamente…GLI STRUMENTI CULTURALI più potenti grazie a cui poter mettere nelle condizioni il maggior numero possibile di persone di questo mondo… di ragionare criticamente e di poter partecipare alla produzione/fruizione di tutti i beni materiali e culturali della società (dunque, tra l’altro, di quei beni “logico/cognitivi”che consentono la produzione/fruizione critica, eticamente fondata ed autenticamente personalizzante, degli approcci dell’Umano alla giuridicità, alla politicità ed alla amministrazione di tutti gli istituti di Società Civile e di Società Politica… attraverso gli orizzonti teleologici di una coscienza civile e legalitaria strutturata secondo un’etica della comprensione autenticamente democratica rivolta contro le “violenze” di ogni tempo e luogo; anche contro quelle violenze che vengono vestite di quel perbenismo e di quelle maschere ideologiche che sanno coniare molto bene taluni Mangiafuoco “di turno” dalle “menti DEL “GIORNALINO SCOLASTICO” NELLA SCUOLA DELL’AUTONOMIA. Ed è per questo,dunque,al postutto,che il giornalino scolastico si pone entro una prospettiva pedagogica e socio/politica di educazione grazie a cui gli alunni come i diversi soggetti del territorio (utenza compresa) possono imparare a riluttare l’omertà e l’alienazione dei pavidi o degli ignari,ed ogni sottesa o evidenziabile forma di prepotenza Bisogna anche tenere sempre presente che tutto è perfettibile e che nel campo della valutazione gli strumenti d'indagine dell'intelligenza e della … violenta, nella scuola come nel territorio, nello Stato come nelle istituzioni pubbliche,nel privato familiare ed in ogni angolo della relazionalità ; ad ogni “povero Cristo” di questo mondo); allora risulterà evidente che sarà valsa la pena che tutti tali protagonisti si siano cimentati in queste attività del “raccontare” e del “fare da cantastorie” delle nostre scuole e dei connessi paesaggi socio/storico/geografici riguardo le diverse stagioni di civiltà e di cittadinanza in cui viviamo.Vita d’esperienza e di cultura” valoriali (dunque,non risultano “contenuti culturali” che… valeva la pena di comunicare e di prospettare sul piano del rapporto d’insegnamento o nella prospettiva della notizia da giornalino scolastico e da enfatizzare il ruolo della scuola nel costruire comunità e promuovere valori, oltre che nel migliorare i risultati educativi; promuovere il sostegno reciproco tra scuola e comunità; riconoscere che l’inclusione nella scuola è un aspetto dell’inclusione nella società più in generale. Ciò, sempre alla luce del fatto che (come sopra si è anticipato) si può risultare fortemente pratici e prassici se si è, tutto, agli alunni ed ad ogni altro suo “redattore”; ad insegnanti,ad operatori scolastici di supporto,a soggetti istituzionali afferenti,ad utenza coinvolta; ad istituzioni ed autorità del territorio,ma,se il caso,anche del contesto provinciale,regionale e nazionale; ecc. soggettivo). Sarebbe, comunque, mera “ripetizione ideologica” di “cose” che già si sanno o di cui si è già interiorizzato il significato sul piano dell’esplicazione dei correlati linguaggi/comportamenti di relazione; …di “cose” che già si condividono perché già oggetto di avvenuta interiorizzazione, di già avvenuta consensualizzazione, e, quindi, al postutto, di strutture di significato che si pongono anche per questo (anzi proprio per questo) quali significati di ideologie propinate sagacemente da “apparati ideologici” (da quelli di Stato,a quelli delle piccole elitèes…); cioè, da chi detiene il potere per se (e non per servire, amandoli, gli alter/ego…) e, così, vuole offrire ai “subordinati” cittadini delle nostre Polis dei “surrogati di cultura” per riprodurre sempre più e sempre in modo più occulto e persuasivo il consenso a questo stesso potere (dando l’illusione agli stessi “subordinati” che “tutto va bene” senza…”faticare troppo” a pensare, a progettare ed ad acquisire cultura veramente “nuova”, dialetticamente diversa da quella dell’ “hic et domani…). Sappiamo bene, peraltro, come soltanto da una scuola democratica e che configuri i suoi approcci didattico/metodologici all’insegna del tirocinio alla ricerca continua (per Ecco! cultura”. E ci riferiamo, qui, a quegli “slogans” in cui, spesso e sempre più diffusamente, si configura la cultura da senso comune destinata alle “facili comprensioni” appositamente preconfezionate (…dall’ ”industria” della cultura efficientistica e dalle striscianti occulte ideologie di manipolazione del consenso e dell’opinione pubblica), per le “masse” d’ogni istituzione e di ogni Pubblico e Privato - masse che anche per questo (anzi, prima di tutto proprio per questo) vengono gratificate sovente con tali “defatiganti comprensioni” di banalizzazioni della vera autentica Cultura, proprio perché - esse stesse - già destinate dai gruppi di “controllo del potere” e degli “apparati ideologici” … a restare ignare degli strumenti “forti” per gli approcci critici e realmente professionalizzanti, responsabili, progettualmente maturi, che, tra l’altro, vengono ad essere invocati, nel campo dell’esercizio della funzione docente e della gestione scolastica, dalle istanze più essenziali della nuova pedagogia dell’autonomia e dalle prerogative di “qualità eccellente” del servizio educativo, degli apprendimenti e della formazione degli alunni che quest’ultima viene a richiamare ineluttabilmente.Questi slogans, insomma, inducono sempre più al facile successo gratificante per se stessi; ed ai”facili alleluja” di chi applaude sempre senza mai sapere perché vive “di vero / in fondo “ (di chi è facile preda delle oratorie da tribuno di Gatti e Volpi che, populisticamente, offrono “petizioni” e “ragioni” da senso comune ideologico - magari apparentemente ammantato di oggettività“ - al di sopra di ogni sospetto, per ricavare favori e consensi “gaudiosi”... grazie a cui perseguire più o meno nascosti progetti antilegalitari ed illiberali... di persuasione occulta e di manipolazione dell’opinione Tutti valori condensati nel breve tempo che ragazzi e docenti trascorrono in sala mensa, momento didattico ricco di molteplici aspetti educativi e di forte valenza formativa. meno. raffinatissime…). Galli, Norberto. responsabilmente!). Se si vuole cambiare la scuola bisogna cambiare la mentalità e la sensibilità di chi la scuola la dirige e … E  LE PROSPETTIVE PEDAGOGICHE  dell'opera e che la si indichi esplicitamente Non ci si dimentichi mai che soltanto a seguito di questi impatti soggettivi di comprensione precisa e rigorosa (il più possibile aderente e documentata in raffronto alle diverse fonti giuridiche e storiche ricorrenti), sarà possibile cimentarsi nelle successive formulazioni di giudizio e di approccio critico eticamente fondati e scientificamente criteriati (e, così, proprio per questo, sperimentalmente formulati/definiti;con razionalizzazioni e funzionalità di epistemologie “disegnate” sul principio dell’analogicità del ricercare;ecc. Ciò, anche con quel genocidio delle culture particolari e “di origine” di ciascuno… che viene sollecitato da ogni tendenza massificante e consumistica all’”omologazione” culturale/antropologica dei costumi e dei linguaggi; dei modelli di vita e delle orientazioni di valore; … in nome di quella Cultura “omogenea” del Progresso,dello Sviluppo e della Scienza Mitica (cioè, in nome dei “miti di corruzione” di ogni razionalismo tecnologico “cieco” tipico dei valori deboli del Post/Moderno), grazie a cui pervenire al successo, ai consumi opulenti ed all’utile E’ lungo questo itinerario fondamentale di autentica educazione pedagogica che si impara, allora, non solo a capire ed a giudicare…cercando la ”verità/che/si costruisce/tutti/ed/assieme/strada/facendo”, ma si impara anche, a poco a poco, a non avere paura di raccontarla questa verità sempre provvisoria (il mio maestro Mario Manno direbbe: SEMPRE DA PRINCIPIATI E DA • migliorare la scuola sia in funzione del gruppo docente che degli alunni; • enfatizzare il ruolo della scuola nel costruire comunità e promuovere valori, oltre che nel migliorare i risultati formativi; • promuovere il sostegno reciproco tra scuola e comunità. Il suo compito fondamentale è fornire gli strumenti necessari per crescere culturalmente, psicologicamente e socialmente, acquisire un certo grado di responsabilità e autonomia e, infine, formare alla cittadinanza e alla vita democratica. sempre più intonate alle esigenze di una democrazia effettiva e di una giustizia che vada sempre a braccetto con le prerogative genetiche di libertà umana (con quel rispetto dei “diritti inviolabili” della persona che la Costituzione ancora vigente è venuta a riconoscere perentoriamente quando, forse perché più poveri di consumo, si era più ricchi di spiritualità…). Ciò, che, quindi, vale e si pone anche e soprattutto per progettare, organizzare e produrre giornalini scolastici; laddove occorrono veri maestri; e questi, proprio per risultare tali, debbono essere pronti a risultare “spre-giudicati” (nel senso di “non-condizionati dal comunicare attraverso schemi ideologici di “pre-giudizio”) nella misura in cui abbiano a fare della propria storia professionale e di vita,la storia di chi vuole testimoniare virtù buone di giornali che vogliono innalzare le bandiere dell’umanesimo autentico.In questo senso,non ci si dimentichi mai che - allorché ci si trova di fronte a delle vere “novità d’esperienza e di cultura” - il primo approccio cognitivo di ogni “soggetto di buona volontà” chiamato ad “ascoltare”,non può essere altro che quello di condividere o meno (anche se ,inizialmente,in modo “gestaltistico”, immediato, acritico, e … forse fideistico) le proposizioni di tali “novità”; fermo restando che, soltanto in un secondo tempo, nell’evolversi della attualizzazione prassica ed esistenziale, queste proposizioni “innovative” potranno essere ben comprese, valutate e, comunque, analizzate/studiate/giudicate con consapevolezza critica e con responsabile posizionalità di opinione (al limite,anche con rigore filologico e teoretico di apprendimento e di riflessione trascendentale; ancorché con specifica razionalizzazione etico/politica e Commons License, powered by PHPNuke - catalogo dei prodotti della ricerca IRIS è la soluzione IT che facilita la raccolta e la gestione dei dati relativi alle attività e ai prodotti della ricerca. Offrendo, disinteressatamente e per amore “puro”… passionale, “cultura” di Vita e di Storia che si fa “notizia “; …e, quindi, facendo acquisire “notizie“ che si pongano quale ”fonte generativa” di ulteriore cultura e modello di vita eticamente plausibile e condivisibile/partecipabile/trasmissibile (da ricercare sempre entro la sfera dell’etica che, per questo, deve fondare ogni discorso politico, giuridico/istituzionale e Ciò, riconoscendo quella verità difficilmente contestabile che ”per essere fortemente pratici e prassici, occorre risultare, preliminarmente e susseguentemente, maledettamente teorici” (per dirla con Mario inquietanti! Il ragazzo al centro dell'agire educativo: collaborazione e dialogo con i genitori, supporto da docenti e direzione, coach individuale, classi maschili. I VALORI EDUCATIVI E LE PROSPETTIVE PEDAGOGICHE DEL “GIORNALINO SCOLASTICO” NELLA SCUOLA DELL’AUTONOMIA. progettuale). ), può essere “insegnata” e può,peraltro,porsi quale “notizia giornalistica” di effettiva comprensione (sia del giornalino scolastico che di ogni altro tipo di giornale o di notizia di mass/media),soltanto dopo che ciascun soggetto della Polis abbia acquisito gli strumenti culturali/professionali per averne potuto preliminarmente studiare rigorosamente i contenuti, e,quindi,per aver potuto esercitare le proprie facoltà di giudizio critico personalizzante e di razionalizzazione etica universalizzante con seria onestà autentico,razionalizzante e progettualmente produttivo e creativo; di contro alle prassi esistenziali di sempre più diffusi costumi quotidiani laddove lo stesso Io si pone meccanicistico e soltanto reattivo,facile preda passiva che si “perde” nei mari sempre più complessi dei condizionamenti sociali consumistici/alienanti e nelle conseguenti “bestiali” pulsionalità vitalistico/istintive deprivate di senso etico condivisibile.Idealmente la prospettiva pedagogica del giornalino scolastico che siamo venuti qui a delineare,è una scommessa a cui sono chiamati tutti coloro che,comunque,hanno atteggiamento cristiano ed umanisticamente laico di fronte ai valori dell’uomo e della sua società civile e nunc”). mass/media;ecc. latini)! I percorsi educativi, adattati ai diversi ordini di scuola e ai differenti bisogni degli alunni, permetteranno ai bambini di osservare, analizzare e riflettere sui valori, i diritti e i doveri dei sistemi di convivenza democratica, con particolare riferimento a: ideologica. ...In caso contrario, ogni comunicare umano (dunque, ogni giornale o giornalino; o telegiornale; o CD-ROM, ecc.) I Quando ciò non avviene;quando un dato “messaggio di comunicazione” d’insegnamento e,quindi,anche di giornalino scolastico vengono immediatamente consensualizzati e condivisi “erga omnes”; il tutto significa In caso contrario, dunque, si viene ad offrire (magari dentro il sipario rosso/velluto dei teatrini più sopraffini…; sul palcoscenico dei giochi/al/massacro di ogni taratura consumistica ed alienata dai valori universalmente fondanti il concetto di persona così come ce lo ha consegnato la tradizione cristiana…) …”una verità già data” (che , proprio per questo, “verità/non /蔅) attraverso la reificazione delle ideologie mistificanti ed occulte, che gli altri “erga omnes”… debbono accogliere e venerare potenziale…).... E’, cosi, allora che (anche e soprattutto) con iniziative del genere si possono e si debbono gettare le basi pedagogiche e socio/politiche per avviare la Società Civile attraverso la via maestra delle “buone” scuole, verso gli orizzonti della legalità, del riconoscimento morale unanime di ciò che si fa; e, quindi, di quella concreta realizzazione dei valori di persona e di bene illiberale/illegale. Educazione ai valori nella scuola di Stato / a cura di Norberto Galli Vita e pensiero Milano 1982. pubblica). comprensione/ condivisione/ consensualizzazione “erga omnes” con l’immediatezza della “ricezione ideologica”, e non già dopo aver sollecitato gli approcci cognitivi critico/sperimentali del Logos epistemologico e della ragione etica universalizzante (vale a dire di una Ragione che può trovare la scientificità laddove -nello stesso tempo e per lo stesso motivo- ha da ricercare l’eticità consapevole delle sue convinzioni e delle sue prassi storicistiche,a seguito della continua composizione/ricomposizione critica e sperimentale delle “diversità” di pensiero che vaglia…pur sempre filosoficamente,…a prescindere che,poi,ci si renda conto o meno che ciò non è altro che il più produttivo…”filosofare/per/l’Umano”). Quei valori per cui, anche dal nostro punto di vista e di vita, vale la pena fare il dirigente scolastico; anche con le pochezze che a volte ne vengono fuori; ed anche… con lunghi “documenti normativi e pedagogici” (impropriamente definiti, a volte, soltanto “circolari”, da chi conserva, purtroppo, lo spirito pressapochista/ qualunquista/ alienato…di chi purtuttavia “colpa/non/ha” se i sistemi di formazione professionale non lo hanno reso consapevole che si può essere “competenti” professionalmente se si è ben temprati alla prassi ed ai contenuti di una “autentica” cognitività culturale generativa/ transferiale/ trasformazionale grazie a cui soltanto si può risultare serio professionista della funzione docente e soggetto istituzionale criticamente atteggiato a decidere progettualmente e A bordo di questo guscio di noce, lungo appena 2,35 m, i bambini di sette-otto anni, da soli, si avventurano in mare aperto. riducono il soggetto umano a Narciso che ricerca sempre ed accoglie pacificamente il “già conosciuto” ed ogni sintassi e semantica che rispecchi la sua trionfante “coazione a

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